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Le origini
Testi a cura del Prof. Antonio Mario Radmilli  maggiori info autore
 

Per ora non possediamo alcuna prova che il luogo dove oggi sorge il paese di Ortucchio sia stato abitato nella preistoria, cioè in quel tempo durante il quale l'uomo ancora non conosceva la scrittura, ma aveva tuttavia una sua storia. Siamo in grado di conoscere a grandi linee lo svolgersi di questa storia attraverso i resti rinvenuti nella piana antistante Ortucchio, dopo che ebbe luogo il prosciugamento del lago ad opera dei Torlonia, grazie ai reperti archeologici provenienti dagli scavi che sono stati effettuati, in questi ultimi 25 anni, dall'Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell'Università di Pisa, ed alle interessanti scoperte dell'Archeoclub di Avezzano, di cui sarà fatto cenno da Umberto Irti.

La conoscenza di questa antica storia è resa possibile dal fatto che Ortucchio si trova in un paesaggio ben definito geograficamente, dove le testimonianze sulla presenza del l'uomo sono ampiamente documentate in grotte ed in stazioni all'aperto, distribuite praticamente in tutto il territorio del Fucino, a partire da circa 16 mila anni orsono: non abbiamo perciò motivi per ritenere che proprio la zona dove oggi sorge l'abitato di Ortucchio sia rimasta avulsa dalla vita umana che, senza soluzione di continuità, come testimonia la storia della grotta Maritza (Grifoni et al., 1964), vi si svolse da allora sino all'epoca romana.
  
Come è ovvio, la diversa distribuzione degli ínsediamenti nel tempo, i diversi tipi di economia e, quindi, anche il tipo di vita, possono essere stati, in parte ed in differente grado, condizionati dalle vicende subìte dal lago del Fucino. 
La fascia di detrito di falda a pietrisco che per buon tratto delimita l'alveo dell'antico lago ci nasconde certamente testimonianze di enorme importanza per la nostra storia; in questo senso la prova più significativa è rappresentata dalla grotta Tronci e dal riparo Maurizio a Venere dei Marsi, che segnano, come vedremo, un capitolo molto importante di questa storia.  Esse furono scoperte nel 1956, dopo che nella zona venne asportato il detrito di falda per la sistemazione delle strade nel comprensorio del Fucino.
 
Comunque, possediamo alcuni punti fermi per poter asserire che, prima dei diciottomila anni orsono, il livello delle acque del lago, rispetto alla attuale piana, era più alto di circa 50 metri; infatti, alla base dei riempimenti della grotta di Ortucchio, della grotta La Punta, della grotta Maritza, situate a quota 695, troviamo un deposito a ciottoli formatosi, appunto, ad opera delle acque del lago. Possiamo, pertanto, con tutta tranquillità, asserire che gli strumenti del musteriano non vanno cercatí ai margini dell'alveo del lago. 
   
Ciò non toglie che qualche reperto, in giacitura secondaria, si possa trovare, come in effetti è successo, nelle formazioni alluvionali (Cianciusi, 1980), perché abbiamo la certezza che il territorio della Marsica è stato frequentato dall'Uomo di Neanderthal.  A Collelongo, infatti, è stata trovata una tipica punta musteriana in tecnica levalloisíana. Le ricerche dei resti lasciati da questo antico cacciatore vanno, pertanto, svolte nelle grotte e nei pianori superiori ai 700 metri di quota. Ritornando al nostro lago, sappiamo che il livello così alto delle sue acque non è da imputarsi ad un maggiore apporto idrico, come conseguenza di differenti condizioni climatiche dell'epoca o per il mutare della rete idrografica superficiale; le acque avevano raggiunto una quota così elevata perché più alto era il fondo del lago prima che si verificasse, non dopo i 18 mila anni da oggi, uno sprofondamento di origine tettonica. 
 
Maurizio, di una spiaggia a ciottoli lacustri sulla quale, unitamente a focolari, erano presenti strumenti di pietra e resti ossei di animali, mangiati da cacciatori, circa 16 mila anni orsono, ci dicono che poco dopo i 18 mila anni, il lago aveva già raggiunto un livello non molto diverso da quello che ebbe in epoca romana. Non dobbiamo, però, pensare che per ben 14 millenni il livello delle acque del lago si sia mantenuto costante. I rinvenimenti archeologici, all'epoca del prosciugamento del lago, ed i giacimenti scoperti in questi ultimi 25 anni nella piana del Fucino, sono prova indiscussa di sensibili variazioni del livello delle acque. 
 
E' fuori dubbio, infatti, che dal neolitico sino all'età del ferro lo specchio dell'acqua del lago si sia notevolmente ridotto, forse con periodiche oscillazioni, che per ora non siamo in grado di precisare. Certamente un innalzamento del livello delle acque del lago si ebbe con l'età del ferro e molto probabilmente. aumentò in epoca repubblicana romana, come lasciano pensare i recenti ritrovamenti dell'Archeoclub di Avezzano nella piana e la situazione esistente nei Grottoni in località i Balzoni, dove è presente un deposito alluvionale a ciottoli che ricopre uno strato contenente ceramica precedente l'età romana. Da quell'epoca in poi il dosso sul quale sorge l'attuale abitato di Ortucchio era in gran parte circondato dalle acque.

 Tratto dal libro Storia di Ortucchio dalle origini alla fine del medioevo-Ed. Urbe

 

 
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